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Asportazioni finalizzate
Non sono neanche comprensibili le asportazioni finalizzate all’identificazione della nave,
come spesso si giustifica chi le compie; il recupero di oggetti non fornisce di per sé
nessun contributo decisivo ai fini dell’identificazione e, al contrario, è un ostacolo
ai veri appassionati di storia navale perché senza questi indizi non è possibile
ricostruire determinati eventi.
L’alta qualità delle foto e riprese subacquee offerta dalla tecnologia attuale, anche
in condizioni proibitive, permette uno studio accurato senza toccare nulla.
Sono ben altri i mezzi usati da chi si vuol cimentare nell’identificazione di un
relitto.
Misurazione di punti notevoli della nave, disegni, documentazione video e fotografica e settimane
e a volte mesi passati a consultare libri, archivi fotografici, a contattare esperti navali e
storici di tutto il mondo.
Concludendo
Non vale la pena portare in superficie oggetti che si deterioreranno o andranno ad impolverarsi
in qualche cantina o verranno venduti a antiquari o rigattieri per pochi soldi.
Rimuovere dei manufatti da un relitto significa cancellare, anche totalmente, le tracce che la
storia ci ha lasciato; non è esagerato parlare di perdita della nostra memoria.
Cosa ne rimarrebbe di quest’enorme fonte di conoscenza se ognuno di noi portasse via un pezzetto?
Probabilmente nulla.

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