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I GIORNI DELLA NOSTRA STORIA:  22 GENNAIO 1944 - OPERAZIONE SHINGLE

Lo sbarco di Anzio o meglio l'operazione Shingle, si decise a Casablanca il 25 dicembre 1944: un Natale di guerra per una decisione che avrebbe dovuto cambiare le sorti della guerra in Europa. Uno dei colpi più arditi e temerari mai organizzati dagli alleati durante il secondo conflitto mondiale ma destinato, purtroppo, a trasformarsi in un grande smacco strategico ed in un cruento bagno di sangue.
I protagonisti indiscussi dello sbarco furono gli LST (Landing Ship Tank), mezzi speciali somiglianti a delle piccole petroliere a fondo piatto e dalla prua mozza che quando toccavano la riva del mare aprivano di colpo i loro grandi portelloni scaricando sulla battigia il loro carico umano.
La loro massiccia presenza ad Anzio la si deve a Churchill, che fin dal giugno del ’40 sollecitò gli americani a costruire grandi navi capaci di sbarcare sulle spiagge con qualsiasi tempo, truppe e armamento.
Molti LST erano salpati dal porto di Pozzuoli la notte del 18 gennaio ’44. Del convoglio facevano parte Liberty, LST, navi cisterna, navi appoggio e sottomarini; navigarono per due giorni puntando verso la costa francese. La notte del 20, invertirono la rotta per unirsi, al largo della Sardegna, con una grande flotta proveniente dalla Tunisia; quindi, nella notte del 21 si riunirono vicino l’isola di Ponza, con le navi da guerra, inglesi e americane, che erano salpate dal porto di Napoli nel corso della mattinata.
Ma vediamo rapidamente antefatti e fatti di questa vicenda che fece conoscere il nome di Anzio in tutto il mondo.
L'ordine di sfollamento, da parte delle forze di occupazione tedesche, era stato emanato il 23 settembre del '43. Le cittadine di Nettunia e Nettunia porto dovevano essere sgomberate entro ventiquattro ore, pena la fucilazione per quanti fossero sorpresi nelle zone “verboten” a partire dalla data della notificazione dell’ordinanza militare. Gli anziati furono costretti così ad abbandonare il loro paese con Ia disperazione nel cuore; i più cauti si trasferirono a Roma e nei paesini dei Castelli, qualche famiglia raggiunse addirittura l’Abruzzo. Gli ottimisti e quelli che non volevano abbandonare case ed averi o che credevano testardamente in una guerra lampo, si erano raccolti nella pineta della Campana dando vita ad una baraccopoli; un nuovo paese affollato e disperato.
Ad Anzio erano rimaste soltanto due o tre persone, elementi indispensabili per l’erogazione dell’acqua e dell’energia elettrica, sorvegliate da una sparuta e mal assortita guarnigione della Vehrmacht. Furono i testimoni oculari di un avvenimento che subito suscitò tanta speranza e tante illusioni! Alla Campana, la notizia dell’invasione alleata arrivò dopo lunghe ore di incertezze e perplessità. Ricordano, ancora oggi, i più anziani, di aver creduto, in un primo tempo ad un improvviso temporale notturno. Ma a ponente, quella notte, il cielo era terso e stellato, mentre da Levante, tra lampi e bagliori improvvisi giungeva sordo il brontolio dei tuoni. Poi con le prime luci dell'alba, uomini in uniforme caki, fucile in mano, apparvero in ordine sparso tra i filari dei pini.     Continua

 
Spiaggia di Lavinio prima dello sbarco Cisterna di latina dopo i ripetuti bombardamenti Uno dei convogli in avvicinamento Ordine di sfollamento del 23 settembre 1943