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LST 349

La LST 349 viene impostata al Norfolk Navy Yard, in Virginia, il 10 novembre del 1942 e varata il 7 febbraio dell’anno successivo. Assegnata alle operazioni militari in Mediterraneo, partecipa all’invasione in Sicilia nel luglio del 1943. Successivamente l’equipaggio viene sostituito e il comando trasferito al tenente di vascello Robert W. Emmons. Partecipa allo sbarco a Salerno e, nelle settimane precedenti quello di Anzio, al trasporto di uomini e mezzi tra Biserta, Palermo e Napoli. Il 22 gennaio 1944 con l’inizio dell’operazione Shingle la nave è tra le prime a sbarcare truppe e materiale bellico sulle spiagge di Nettuno, zona assegnata alle forze americane. Durante l’operazione, a causa dei numerosi raid aerei, vi sono tre morti e sette feriti tra gli uomini dell’equipaggio.
Come molte altre unità dello stesso tipo, anche il 349 inizia un’incessante spola tra il fronte ad Anzio e la base alleata di Napoli, trasportando rifornimenti e truppe. I viaggi durano in media tra le trenta e le quaranta ore e spesso vengono effettuati senza alcuna scorta; le brevi soste per il carico del materiale a Napoli non sono sufficienti a diminuire la tensione dell’equipaggio che raggiunge il culmine con il siluramento dell’unità LST 348, avvenuto mentre navigava in convoglio poco distante.
Il 25 febbraio 1944 l’unità si appresta a completare il suo tredicesimo viaggio. Le condizioni meteo sono proibitive: una tempesta si sta abbattendo da alcune ore in quell’area del Mar Tirreno e il mare è così agitato che ad Anzio può entrare in porto una nave alla volta. Nonostante le raffiche di vento e i relitti semiaffioranti che ingombrano il porto, il 349 riesce comunque ad ormeggiare abbastanza agevolmente; carica 25 camion vuoti, 54 prigionieri di cui tre italiani e vari uomini della fanteria americana di ritorno dal fronte. Il ritorno si rivela ben più problematico dell’andata: le onde arrivano di prua e la visibilità è scarsissima. Il rischio di finire su un campo minato o essere attaccati da un sommergibile com’era accaduto per il 348 è reale; il capitano si consulta con gli ufficiali di bordo e decide di riparare a ridosso dell’isola di Ponza e rimettersi in viaggio il giorno seguente. Alle ore 19 getta l’ancora a Cala dell’Acqua, sul versante occidentale dell’isola. Lì il mare è calmo e nulla lascia presagire cosa accadrà la mattina seguente, 26 febbraio 1944.
La cala rappresenta un buon ridosso, con mare calmo e poco vento; nonostante questo, il comandante lascia precise disposizioni al personale di guardia: considerando il pericolo d’improvvisi cambiamenti nella direzione del vento, per prevenire gli scarrocci si dovranno controllare tre mire a terra. Anche la sala macchine è avvertita. Tutto fila liscio fino alle 5.30 quando l’equipaggio sottocoperta viene svegliato dal campanello d’allarme. Dai ponti sottostanti ognuno raggiunge la propria postazione di servizio; le urla dell’ufficiale di macchina, che richiamano il comandante in coperta, fanno intuire la gravità della situazione. La nave sbanda leggermente ed i primi uomini che escono all’esterno vengono investiti da violente raffiche di acqua e vento.  
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LST 349 a Palermo Portelloni aperti durante la permanenza a Palermo Capitano Emmons e Tenente di Vascello Dyer LST 349 nel 1943 LST 349 a Palermo nel 1943