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Landing Ship Tank
Gli
LST (Landing Ship Tank) sono una particolare tipologia di nave da trasporto
progettata come supporto logistico alle operazioni militari della Seconda
Guerra Mondiale per imbarcare e sbarcare direttamente su costa truppe,
mezzi e rifornimenti senza avvalersi delle normali attrezzature portuali
(gru, carrelli, scivoli etc.).
L’esigenza di tali mezzi fu evidente dopo la débacle alleata
di Dunkerque nel giugno 1940, quando furono abbandonati sul continente
2000 cannoni, 60.000 automezzi, 76.000 tonnellate di munizioni, 600.000
tonnellate di carburante e di rifornimenti per la mancanza di navi idonee
a giungere fino alla spiaggia dove le truppe alleate erano incalzate dai
tedeschi.
Lo stesso Churchill se ne fece promotore tramite una nota ufficiale in
cui ordinava la progettazione di mezzi strategici idonei al trasporto
di “sei o settecento veicoli in un unico viaggio direttamente sulle
spiagge”. Gli inglesi modificarono navi già esistenti, inserendo
un portello a prua con cardini nella parte inferiore e una doppia rampa
lunga circa 20 metri. L’idea era sicuramente innovativa, ma andava
migliorata; così nel novembre del 1941, su richiesta britannica,
gli americani revisionarono il progetto iniziale e cominciarono la produzione.
Il primo LST fu varato il 10 giugno 1942 a Newport News in Virginia. Le
navi erano dotate di una zavorra variabile cioè di un sistema di
pompaggio ed espulsione dell’acqua che serviva a dare stabilità
al mezzo in navigazione e, contemporaneamente, a diminuire il pescaggio
in prossimità delle spiagge durante le operazioni di imbarco e
sbarco. Questo, insieme ai portelloni, agli elevatori, alle capienti stive
e agli armamenti di bordo lo resero uno strumento strategico per le invasioni
nel Pacifico, in Nord Africa, in Sicilia (Operazione Husky), in Campania,
ad Anzio (Operazione Shingle) e infine in Normandia (Operazione Overlord).

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