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L'immersione

L’immersione sul troncone di poppa è particolarmente bella e interessante se accompagnata da acqua limpida, evento più frequente nei mesi invernali nelle acque dell’Adriatico, e resa ancora più affascinante dalla visione d’insieme del troncone del cacciatorpediniere. Si trova su un fondale prevalentemente sabbioso di 49 metri e giace in assetto di navigazione, leggermente sbandato sul fianco sinistro, a circa 300 metri di distanza da quello di prua che invece è completamente rovesciato e rivolto verso l’alto.
La prima cosa che colpisce l’attenzione è uno dei 6 cannoni 102/35 di dotazione, ancora fissato nella sua posizione originaria, adesso completamente avvolto da una immensità di organismi incrostanti come alghe, spugne, celenterati e briozoi, che grazie alla loro velocità di crescita riescono a colonizzare ogni millimetro di substrato disponibile.
Il ponte, tutto in legno, risulta molto ben conservato anche se appesantito dagli anni. Procedendo verso prua, subito a ridosso del cannone, si trova l’impalcatura di quella che era la torretta del telemetro perfettamente conservata. Immediatamente sotto c’è la plancia poppiera, costituita da una bella timoniera azionata da tre ruote in bronzo parallele e di diametro decrescente, dalla bussola e dai due telegrafi di macchina con i portaordini a voce, ora completamente incrostati di organismi.
Sul ponte un paio di aperture molto strette lasciano intravedere all'interno armi, elmetti e altro materiale che ricorda la tragedia consumatasi durante l'affondamento. L'inclinazione su un fianco lascia apprezzare la bellissima elica di dritta con il lungo albero che scorre fuori dallo scafo. Proseguendo si nota un altro cannoncino più piccolo e poi improvvisamente il taglio pressoché netto: poco più avanti un ammasso di lamiere informi con numerosi rottami sparsi e non ben identificabili.
Tutto il relitto si presenta avvolto da una nuvola di pesci come vope, saraghi e branchi di pesce azzurro. Il substrato, invece, è completamente colonizzato e frequentato da echinodermi, oloturie e stelle marine, mentre scorfani che stazionano abitualmente in prossimità delle lamiere completamente incrostate o aragoste e astici nascoste negli anfratti sono tra gli incontri più frequenti da fare.
Lo spazio che separa i due tronconi è cosparso di detriti e materiale di vario genere perso durante l’affondamento.
Il troncone di prua, invece, si trova completamente rovesciato e comprende la plancia di governo della nave. Alla sua estremità è visibile, in prossimità del fondale, la stella che contraddistingueva anche allora le unità di guerra della Marina Militare Italiana.
Vista la distanza dalla poppa non è possibile vedere entrambi i tronconi con un’unica immersione per cui è consigliabile dedicargli due momenti differenti.
L'affondamento del R. N. Cesare Rossarol rappresenta un significativo frammento di storia della Marina Militare Italiana. Le spoglie dei marinai rimasti intrappolati al suo interno, meritano il massimo rispetto da chiunque si immerga sui resti di questa nave.
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Poppa spezzata Respingente Base del telemetro Timoneria tripla Particolare del telemetro