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L'affondamentno

La mattina del 16 novembre il Capitano di Vascello Ludovico De Filippi, Comandante del Rossarol, riceve l’ordine di partire immediatamente con la sua unità per Fiume portando un ufficiale del neo costituito Esercito Jugoslavo, emissario del Governo del Regno di Jugoslavia, con l’ordine di persuadere le bande irregolari serbo-croate a deporre le armi ed accettare l’entrata degli italiani senza opporre resistenza.
Il Cesare Rossarol salpa così da Pola alle 11.40 alla volta di Fiume. L'equipaggio è molto attento e cosciente della principale insidia che rende estremamente pericolosa la navigazione in queste acque, il campo minato austriaco; gli austriaci non hanno, infatti, ancora comunicato la posizione e l’estensione delle zone minate.
Doppiato Capo Promontore, l'estrema propaggine meridionale della penisola istriana, il Cesare Rossarol dirige verso l’attuale punta Marlera e, dopo averla superata, comincia a risalire la costa istriana verso Fiume. Alle 12.40, in prossimità dell’abitato di Lisignano, a meno di un miglio di distanza da terra, una tremenda esplosione a poppavia della plancia spezza la nave in due tronconi; l’esplosione e l’enorme massa d’acqua che irrompe improvvisamente nei locali della nave non lascia scampo ai macchinisti, fuochisti e a tutti gli addetti a mansioni sottocoperta. La parte prodiera si impenna assumendo una posizione verticale sull’acqua prima di cominciare ad affondare.
Il troncone di poppa prosegue la sua corsa sull’acqua per alcune centinaia di metri spinto dall’abbrivio, per poi, al diminuire della velocità, affondare molto rapidamente.
Sul posto vengono immediatamente inviate la torpediniera 16 OS e due veloci MAS mentre, via terra, un camion con un ufficiale raggiunge la costa nei pressi del luogo dell’affondamento.
Nell’incidente trovarono la morte 93 uomini, tra sottufficiali e marinai, e 7 ufficiali, compreso il Comandante di Vascello Ludovico De Filippi. Solo una trentina di uomini riuscirono a mettersi in salvo, soccorsi dalle altre unità navali e dalla popolazione locale.
Al Comandante venne conferita la medaglia d’argento alla memoria con Decreto Luogotenenziale del 17.5.1919 così motivata: “Comandante del R. Espl. Cesare Rossarol dimostrava bella serenità di animo nell'incoraggiare l'equipaggio della nave che stava affondando. Mirabile esempio di sublime sacrificio, cedeva il suo salvagente ad un marinaio che non sapeva nuotare e nell'atto generoso perdeva la vita” (da “Albo d’oro della R. Accademia navale”, Alfieri & Lacroix ed., Milano 1919).        Continua

 
Comandante De  Filippi Cannone e poppa Cannone Telemetro