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Il piroscafo Santa Rita
Nel
settembre del 1943 i tedeschi occupano l’Elba dispiegando vari campi
minati nelle acque circostanti l’isola. Il 17 giugno 1944 le Unità
del Corpo di Spedizione francese sbarcano sull'Isola d'Elba occupandola
in due giorni e, proprio a causa di queste mine, non vengono utilizzate
le grosse navi da sbarco. Alla fine del conflitto vengono bonificati dei
canali rendendoli navigabili.
La mattina del 28 marzo del 1946, i rimorchiatori Nereo e Pluto stanno
trainando il piroscafo S. Rita verso il porto di Livorno per completare
i lavori di ripristino dopo che la nave è affondata a Cagliari,
durante un bombardamento aereo. Le tre imbarcazioni stanno navigando attraverso
il canale dragato dalle mine, a Sud dell’Elba.
Il Capitano del S. Rita, Salvatore Cosa, non sa che il Delegato di spiaggia
dell’isola di Pianosa aveva informato le Autorità marittime
della presenza di una mina all’interno di questo canale. Alle 15.25
accade l’imprevisto, il piroscafo urta di prua contro una mina ed
affonda velocemente. Fortunatamente non ci sono vittime, e ai rimorchiatori
non resta che recuperare i naufraghi, comunicare la sciagura e ricoverarli
alla Maddalena.
Il piroscafo ha avuto una vita molto tormentata cambiando spesso nome
e armatore.
Impostato a Palermo come nave da carico, il S. Rita viene varato nel 1908
con il nome di Monginevro dai Cantieri Navali Riuniti su ordine della
Alta Italia, Società di Navigazione di Torino. E’ lunga 116,45
m e larga 15,45 m, con una stazza lorda di 5162 tonnellate e un motore
a triplice espansione.
Nel 1911 passa alla Società Veneziana di Navigazione a Vapore con
il nome di Veniero.
N el 1932 diventa Boheme per le Industrie Navali S.A. di Genova; in seguito
viene ceduta alla Transmediterranea S.A. di Navigazione che gli cambia
il nome in Panormus. Nel 1939 viene rinominata ancora Veniero per diventare
infine S. Rita di proprietà della Ruggero & Merega S.A. e Vittorio
De Castro di Genova.
Mai requisita dalla Regia Marina durante i due conflitti mondiali, né
iscritta al ruolo del naviglio ausiliario dello Stato, ha tuttavia subito
nel corso della II Guerra Mondiale diversi danni. Dal 1941 al 1943 trasporta
incessantemente merci nel Mar Tirreno settentrionale facendo spola tra
Livorno, Genova, Civitavecchia, Cagliari, La Spezia e La Maddalena.
Il 28 febbraio del 1943 subisce pesanti danni nel porto di Cagliari durante
un bombardamento. Il 13 maggio viene definitivamente affondata nello stesso
porto per le stesse cause. La nave viene recuperata solo dopo un paio
d’anni, nel giugno del 1945 e sottoposta a lavori di ripristino
che non verranno mai completati. 
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