English version
English version
 
Ambiente
Storia
Novità
Immagini & Parole
Informazioni
 
  Home > Storia > Gli antefatti > L'identificazione > L'identificazione 2 > Il piroscafo Santa Rita > Ringraziamenti
 


L'identificazione

Tutto è pronto e la prima squadra inizia la discesa; l’acqua dapprima è veramente limpida ma solo l’ultima decina di metri sarà decisiva per la visibilità.
Intorno ai 66 metri di profondità intravediamo la sagoma scura della nave ma purtroppo solo due maniche a vento escono dall’acqua torbida, creando un’immagine quasi surreale; con dispiacere entriamo nella coltre fangosa.
Dall’alto riconosciamo subito l’apertura creata dalla caduta del fumaiolo e, poco più avanti, il pedagno che ha centrato in pieno la piccola stiva davanti alla sala macchine.
Siamo dunque sul cassero centrale e ci dirigiamo verso poppa seguendo la murata sinistra; la scavalchiamo e siamo subito in prossimità del primo punto da verificare. Si tratta della zona di contatto tra il castello centrale ed il ponte di poppa, dove presumibilmente non ci aspettiamo di trovare passaggi laterali.
Proseguendo verso poppa, lo scafo della nave non è ribassato in prossimità delle stive di carico, ma corre per tutta la sua lunghezza senza dislivelli, dandoci un’ulteriore conferma alla nostra ipotesi.
Siamo ormai a poppa, la cui forma molto slanciata era protesa un tempo sulla superficie del mare. La battagliola laterale è perfettamente conservata. Nonostante sia molto colonizzata da incrostazioni, si scorge chiaramente una piccola casetta alta circa due metri, che ricordiamo perfettamente di aver notato sulle foto d’epoca della “nostra” nave.
La familiarità acquisita in questi mesi con le immagini d’archivio ci spinge direttamente verso il centro nave per ammirare le due maestose ruote del timone che si ergono dal ponte.
Il percorso di ritorno lo dedichiamo a verificare altri particolari. Prima di ritornare alla cima di risalita, incontriamo l’osteriggio della sala macchine con gli oblò ancora intatti, segno evidente che il relitto fortunatamente non ha ancora avuto a che fare con i soliti predoni senza scrupoli.
E’ormai tempo di risalire; chiamiamo l’immersione e ci stacchiamo dal fondo. Al cambio gas, i subacquei d’assistenza prendono in consegna le attrezzature ormai superflue e utilizziamo le wet notes per comunicare le nostre scoperte alla squadra in superficie.
Una volta emersi la seconda squadra è già pronta. Un rapido resoconto e giù anche loro a completare l’esplorazione del relitto.     Continua

 
La seconda squadra si prepara Battagliola a poppa Si confrontano le foto storiche Sub sfreccia sulla poppa particolare della poppa Cassero con gruetta