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Golfo di Cagliari , 10 aprile 1943

E’ mattina, in porto a Cagliari il piroscafo ENTELLA ha completato il carico di 3500 tonnellate di carbone. Le caldaie vengono portate in pressione in vista dell’imminente partenza in convoglio per La Maddalena. Alle 16,00 escono dal porto il piroscafo ENTELLA e la motocisterna ISONZO, precedute dall’incrociatore ausiliario LOREDAN e affiancate dall’R.D. 29. Il MAS 507, partito dal porticciolo di Bonaria, li attende a Capo Boi in ascolto idrofonico molto disturbato dal passaggio del motoveliero IDRIA, della vigilanza foranea.
Il viaggio non comincia sotto i migliori auspici. Le misure di protezione aerea previste dal Comando di Cagliari vengono meno a causa di una serie sfortunata di coincidenze.
La ricognizione antisommergibile preventiva della 188a Squadriglia di Elmas, dura meno del previsto; l’aereo atterra poco dopo per avaria al motore. L’idrovolante previsto per la scorta antisommergibile al convoglio non decolla per un banale problema al motorino d’avviamento. Come se non bastasse in quei giorni la squadriglia di Elmas non ha altri aerei in grado di volare.Nel frattempo il sommergibile SAFARI ha navigato in emersione tutta la notte del 9 aprile, le batterie sono cariche e s’immerge, come al solito, alle prime luci dell’alba. Per tutto il giorno Bryant scruta l’orizzonte con il periscopio senza mai abbandonare la camera di manovra.
Verso le quattro del pomeriggio la sua costanza viene premiata: pennacchi di fumo appaiono verso costa.
Il comandante ordina di cambiare rotta e avvicinarsi al potenziale obiettivo; si tratta di un piccolo convoglio composto da un incrociatore ausiliario, una cisterna, un mercantile e naviglio minore. Il momento è propizio e Bryant non perde tempo, si porta in posizione e dopo aver lanciato quattro siluri ordina l’immersione rapida.
Poco dopo le 18 rientrando da Cagliari Il dragamine RD 41 incrocia il convoglio al traverso di Torre Finocchio. La vedetta dà l’allarme per l’avvistamento di scie di siluri provenienti da mare aperto e diretti verso costa.
Il LOREDAN e l’ISONZO sono entrambi colpiti. L’ENTELLA con una rapida accostata riesce ad evitare il siluro finendo però arenato sulla spiaggia. Mentre il LOREDAN affonda istantaneamente, l’ISONZO impiega più tempo.
Il comandante dell’RD 41 inverte immediatamente la rotta verso l’origine del lancio dando inizio alla caccia al sommergibile. Subito reagiscono anche l’RD 29 e il MAS 507 dirigendo a tutta forza verso il periscopio del sommergibile. Cominciano a lanciare le bombe di profondità fino ad esaurimento.
Il comandante del SAFARI, ignaro dell’esito dell’attacco, chiede all’Ufficiale di rotta di controllare la profondità sulle carte nautiche. La batimetrica indica un fondale di 87 metri per cui Bryant ordina di portarsi a -76. Il battello scende veloce ma improvvisamente un forte urto annuncia l’impatto con il fondale: il profondimetro segna 72 metri e l’inclinometro un forte sbandamento di prua.     
Continua

 
Il MAS 507 Il Loredan con lo schema mimetico in uso al momento dell’affondamento Ricostruzione dell’attacco del Comando Navale di Cagliari Il dragamine RD 28, gemello dell’RD 29 e RD 41