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Il Liberty Program
Nacque così il Liberty Program che aveva come obiettivo la realizzazione dei cantieri necessari e la costruzione di queste navi.
In tutto ne furono costruite un totale di 2.710 esemplari, derivate dal modello inglese “Ocean” ma rapidamente modificate per facilitarne la produzione di massa; furono sottoposte a variazioni principalmente le sovrastrutture e il posizionamento delle macchine e delle stive. La loro peculiarità era di essere costituite da sezioni uguali, indipendenti dal fabbricante e di conseguenza intercambiabili, che erano semplicemente assemblate tramite saldature elettriche, riducendo così di molto i tempi di costruzione. Il record raggiunto nella realizzazione fu di 4 giorni, 15 ore e 30 minuti con ulteriori 3 giorni, necessari per completare l’allestimento.
Il 27 settembre del 1941 fu varata la prima Liberty, la Patrick Henry, 134 metri di lunghezza, una velocità massima di 12 nodi e circa 10.000 tonnellate di portata lorda.
Le Liberty ebbero un ruolo molto importante durante la seconda guerra mondiale, capovolgendo velocemente il primato detenuto dagli U-boot sul tonnellaggio affondato. Progettate per essere utilizzate solo durante il periodo bellico e con la reale possibilità di fare anche un solo unico viaggio, erano in grado di trasportare enormi quantitativi di merci, provviste alimentari, rifornimenti bellici come jeep, carri armati o aerei imballati, nonché personale armato. Avevano generalmente 5 stive di carico, 3 a proravia e 2 a poppa, 3 alberi che facevano anche da supporto alle gru per il caricamento delle stive, un motore a triplice espansione, nonché un armamento di tipo prevalentemente difensivo con cannoni da 3 o 4 inch, il più grande a poppa e gli altri sulle sovrastrutture. Tale sistema di difesa fu progressivamente potenziato all’aumentare del coinvolgimento bellico.
Con la fine della II Guerra Mondiale si determinò così la completa decimazione delle flotte mercantili di molte delle nazioni coinvolte; al contrario, sopravvissero una gran parte delle Liberty costruite, navi che tenendo conto del periodo, sistema e tempi di costruzione ebbero un’ottima riuscita.
Un aiuto sostanzioso, al risollevamento di queste flotte, venne proprio dagli Stati Uniti e dall’elevato numero di Liberty rimaste illese dopo il conflitto. Infatti, con il consenso del Congresso fu ratificato lo Ship Sales Act con il quale si stabiliva la vendita, a condizioni particolarmente agevolate, di queste navi agli Alleati che avevano subito gravi perdite nelle proprie flotte. Tra queste ci fu anche la Liberty n. 1974, la Robert Dale Owen.

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