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Le Liberty Ship
Come in tutte le guerre anche durante la II Guerra Mondiale ci fu una notevolissima perdita, oltre che di uomini e mezzi anche di navi, sia militari che civili. Spesso, le nazioni coinvolte si sono trovate di fronte alla necessità di attraversare mari e, in alcuni casi addirittura oceani, per portare rifornimenti e mezzi necessari ai propri eserciti o truppe alleate. Per poterci riuscire generalmente utilizzavano navi mercantili, armate per la difesa, organizzate in convogli e scortate da navi militari, che cercavano di giungere a destinazione costeggiando paesi non sempre dichiaratamente neutrali.
Tra le cause determinanti nella perdita della maggior parte di questi convogli, ci furono le indimenticabili azioni dei sottomarini tedeschi, gli U-boot che durante la famosa “Battaglia dell’Atlantico” riuscirono ad affondare oltre 13 milioni di tonnellate di naviglio nemico, ben 2.779 navi mercantili cariche di rifornimenti per gli eserciti a terra. Fu sicuramente la battaglia più lunga, 2.073 giorni in cui ci fu un immenso impiego di risorse e durante i quali i tedeschi adottarono la strategia operativa di affondare più navi di quelle che il nemico riuscisse a costruire; la loro eliminazione era necessaria non tanto per il carico affondato quanto per il fatto stesso che la nave non giungeva a destinazione.
I sottomarini tedeschi rappresentavano dunque una reale minaccia specialmente per i rifornimenti che partivano dagli Stati Uniti alla volta dell’Europa e del Nord Africa dove si combatteva la guerra.
Tutto ciò, insieme alla reale carenza d’imbarcazioni idonee ai propri commerci marittimi indusse gli Stati Uniti a ideare un progetto che prevedesse la costruzione di navi mercantili di dimensioni adeguate alle rotte e ai porti su cui avrebbero dovuto operare.
A questo si aggiunse la necessità dell’Inghilterra, che aveva già perso dall’inizio della guerra una grandissima quantità di mezzi navali, di cercare valide e soprattutto veloci alternative per rimpiazzare il naviglio perso. Fu individuato in Henry J. Kaiser, noto imprenditore americano nel settore delle costruzioni civili, la persona adatta a risolvere questo problema e nei siti di Richmond in California e South Portland nel Maine le località adatte all’insediamento dei nuovi cantieri navali.

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