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Pilade Bronzetti: La nave che disertò per D'annunzio

di Gravitazero and Andrea Moro

Il cacciatorpediniere Pilade Bronzetti (insigne patriota risorgimentale mantovano caduto nella battaglia del Volturno del 1860), nasce su richiesta della Marina Militare Italiana subito dopo l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915. Costituiva, assieme alle gemelle Giuseppe Cesare Abba, Rosolino Pilo, Giuseppe Missori, Antonio Mosto, Ippolito Nievo, Francesco Nullo e Simone Schiaffino una classe di 8 unità utilizzate durante la I Guerra Mondiale come cacciatorpediniere.

Viene costruita presso il cantiere Nicolò Odero & C. di Sestri Ponente e varata il 26 ottobre del 1915. Oltre che per la sua intensa attività di pattugliamento e scorta, svolta nel corso dei suoi 30 anni di servizio, il Bronzetti viene ricordato soprattutto per il ruolo che ha avuto nell'evolversi degli eventi storici che hanno caratterizzato la causa fiumana nell'immediato dopoguerra e che ne hanno motivato, poi, la prima variazione di nome.

Il Pilade Bronzetti (BZ), derivato dalle unità della classe "Indomito", lungo 73 metri e largo 7,34 m, 770 ton di dislocamento, motore Tosi a turbina, caldaie tipo Thornycroft, 2 eliche, velocità 30 nodi, 69 persone di equipaggio, armato con 4 pezzi da 76/40 mm, 2 da 76/30 mm, 4 tubi lanciasiluri da 450 mm e 10 mine, inizia la sua attività nella Squadriglia Cacciatorpediniere e viene successivamente trasferito alla Divisione di base a Brindisi, con ricognizioni in basso Adriatico a difesa dello sbarramento di Otranto, spingendosi anche in acque greche insieme alla squadra del Levante. Alla fine del conflitto viene inviato in diverse zone del Mediterraneo con missioni di ispezione, scorta e vigilanza del traffico marittimo per tornare, nel 1919, operativo in Albania e Montenegro ed essere poi dislocato in alto Adriatico con missioni di vigilanza.     Continua

 
La Torpediniera Giuseppe Dezza negli anni venti