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Carlo Fecia di Cossato
Carlo
Fecia di Cossato nacque a Roma il 25 settembre 1908 da una nobile famiglia
di origine piemontese e di radicata fede monarchica. Altri membri della
famiglia Fecia di Cossato si erano onorevolmente distinti in passato per
il servizio prestato in Esercito e in Marina: anche il padre Carlo fu
ufficiale di Marina; il fratello Luigi venne decorato con medaglia d’argento
al valor militare per il servizio prestato in Somalia durante lo sbarco
di Bargal nel 1925.
Dopo aver completato gli studi al Regio Collegio Militare di Moncalieri
venne ammesso all'Accademia Navale di Livorno e nel 1928 conseguì
la nomina a Guardiamarina; iniziò la sua carriera militare a bordo
del sommergibile Bausan, la nave Ancona e il cacciatorpediniere Nicotera.
Conclusi gli studi superiori in Accademia, fu assegnato all’incrociatore
Libia per una missione in Cina, dove - ripercorrendo le gesta del padre
alcuni anni prima- comandò delle truppe da sbarco a Shangai e a
Pechino. Tornato brevemente in patria nel 1933, frequentò il Corso
superiore da Tenente di Vascello e partecipò, imbarcato su unità
sommergibile, a due missioni speciali durante la guerra civile spagnola.
Nel 1939 frequentò la Scuola Sottomarini di Pola e all’inizio
delle ostilità gli fu assegnato il comando del sommergibile Menotti,
al tempo operante in Mediterraneo, seguito dal Tazzoli in Atlantico alle
dipendenze di Betasom.
La sua attività in Atlantico si concretizzò con l'affondamento
accertato di 18 unità mercantili, per un totale di 96.553 tsl,
ed una danneggiata per ulteriori 5.449 tsl [fonte Marina Militare], richiamando
su di sé e sull'unità al suo comando l'ammirazione del nemico
per il cavalleresco comportamento tenuto in ogni circostanza, divenendo
una figura leggendaria.
Dopo quattro anni di lunghe missioni sui sommergibili, in condizioni al
limite della resistenza fisica che lo minarono nella salute, nel febbraio
1943 ebbe il comando della 3a Squadriglia Torpediniere con insegna sull'avviso
scorta Aliseo.
L’8 settembre del 1943, Fecia di Cossato era al commando dell’Aliseo
lungo la costa ligure quando ricevette l’ordine di attaccare e distruggere
un convoglio di forze navali tedesche di armamento superiore dirette a
Bastia, in Corsica. In seguito continuò il servizio a bordo dell’Aliseo
fino al 1944, in grande parte scortando convogli nello Ionio, in Adriatico
e nel Tirreno. Sempre in quell’anno i partiti antifascisti ricostituitisi
dopo l’Armistizio (il partito comunista italiano, il partito d'azione,
il partito socialista di unità proletaria, il partito liberale
italiano, la democrazia cristiana, la democrazia del lavoro) e aderenti
al Comitato di liberazione nazionale (CLN) chiesero, durante il congresso
di Bari, le dimissioni di Badoglio e l’abdicazione della monarchia.
Dopo il congresso di Bari, Fecia di Cossato espresse dubbi circa la direzione
che la Marina ed il paese stavano prendendo e rifiutò di prestare
servizio per un governo che non aveva giurato fedeltà al Re. Il
ministro della Marina, nonostante pressioni dell'Ammiragliato, lo mandò
agli arresti alla Fortezza di Taranto, dov'era di stanza. L'equipaggio
dell'Aliseo e pochi altri comandanti entrarono in agitazione e diedero
vita a proteste e sommosse, rientrate solo con la soluzione del caso:
una forzosa licenza di tre mesi che Fecia di Cossato scelse di trascorrere
a Napoli, non potendo raggiungere la famiglia al nord.
Lì, in una città male amministrata in preda alla fame e
al caos generale, abbandonato da molti, angosciato per il tradimento della
monarchia, assillato dall'onta del provvedimento che l'aveva colpito e
che gli consentiva solo incarichi di ripiego, sprofondò in un dolore
dal quale non riuscì a vedere scampo. Il 27 agosto 1944, si tolse
la vita lasciando una famosa lettera indirizzata alla madre.

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