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La prima immersione

L’acqua di marzo e' torbida, non piu’ di 3-4 m di visibilità; ben presto siamo in prossimita' del cannoncino di prua. Notiamo subito un particolare curioso al contrario di tutti gli altri relitti fino ad ora esplorati; e' praticamente pulito, a conferma del fatto che i pescatori non erano minimamente a conoscenza dell’esistenza di questo grosso mercantile sul fondo.
La nave e' in posizione di navigazione; ci dirigiamo verso il castello seguendo la murata di sinistra, incontrando due grosse bitte di prua e altre strutture ma a fatica riusciamo a distinguere gli oggetti che incontriamo, il relitto e' completamente incrostato di ostriche che lo hanno colonizzato ricoprendo ogni struttura e rendendo gli oggetti praticamente irriconoscibili.
Arriviamo ben presto al castello di comando, vicino al quale si scorgono diverse maniche a vento alte circa 1,5 m, anch’esse completamente incrostate. Cerchiamo punti d’interesse per le fotografie e via via che ci spostiamo impressioniamo qualche fotogramma. Entriamo nel castello, i locali sono molto grossi e il pavimento e' crollato ma non siamo qui per penetrare, preferiamo osservare e fotografare esternamente la nave il più possibile per cercare di conoscerla meglio.
Passato il castello, incontriamo il fumaiolo parzialmente distrutto. Ai lati della nave si vedono gli assi che sorreggevano le passeggiate, e poi le gruette di carico, finché non scorgiamo l’osteriggio con numerosi oblo' tutti intatti. E’ bellissimo arrivare su un relitto sapendo che nessuno ha potuto depredarlo e che giace cosi' dal momento dell’affondamento. Proseguendo, incontriamo un altro osteriggio e poi giungiamo a poppa dove troviamo l’unica rete che ricopre in parte le strutture. Facciamo ancora qualche scatto, riponiamo la torcia e ci prepariamo alla risalita.
Dopo tutto il tempo dedicato all’esplorazione sul fondo iniziamo la fase delicata della risalita in libera e decompressione, comunque piacevole se fatta nel modo giusto. L’acqua passa dal verde scuro al verde chiaro e finalmente, piu’ vicini alla superficie, al blu intenso. Ai cambi gas incontriamo i safety diver che ci accompagnano nel tratto finale della risalita. Dopo circa 50' di decompressione siamo fuori, raccontando agli altri quello che abbiamo visto e cercando di descrivere in dettaglio le emozioni provate ad osservare un relitto integro.      Continua

 
Ponte crollato Gruette delle scialuppe Osteriggio della sala macchine