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Conclusioni
In un primo momento le fonti storiche in nostro possesso sembravano dare
informazioni contrastanti tra loro. Alcuni libri facevano riferimento
all’U-80 mentre altri all’UB-49. In realta' le ragioni sono
ben note. Inizialmente la Germania non era in guerra con l’Italia
ma solo con l’Austria. L’Ammiragliato tedesco si considerava
alleato degli Austriaci e, di conseguenza, tutte le navi italiane erano
considerate ostili; in caso di attacco tedesco ad una nave italiana sarebbero
sorti non pochi problemi di legge internazionale. I sommergibili vennero
arruolati e rinumerati nella marina austro-ungarica dovendo per giunta
mostrare la bandiera durante le loro operazioni.
Dopo la dichiarazione di guerra italiana alla Germania, il 27 agosto 1916,
la finzione non aveva piu' motivo di esistere quindi l’Ammiragliato
tedesco e il comando della flotta austro-ungarica concordarono che tutti
i sommergibili tedeschi avrebbero issato bandiera tedesca ad eccezione
dell’U-35, U-38 ed U-39, altrimenti la bandiera austriaca sarebbe
completamente scomparsa dal Mediterraneo. Tutti gli affondamenti venivano
generalmente accreditati ai “Sommergibili delle Potenze Centrali
nel Mediterraneo”, mescolando deliberatamente i successi austro-ungarici
e tedeschi.
Nonostante siamo partiti da un comune piroscafo ci sarebbe ancora molto
da raccontare: gli eventi storici sono tutti collegati tra loro ed e’
difficile mettere la parola fine.
Per concludere, alla luce di quanto scritto una domanda sorge spontanea:
era veramente necessario recuperare la targa per identificare il piroscafo
Caboto? Assolutamente no! Sarebbe stato sufficiente pulirla con una spazzola,
trascriverne i numeri su una lavagnetta e… passarli a noi per la
conferma dell'identificazione :-)

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