English version
English version
 
Ambiente
Storia
NovitÓ
Immagini & Parole
Informazioni
 
  Home > Storia > La Prima Guerra Mondiale > Identificata la Brodness a Torvaianica > La Brodness 2 > La Brodness 3
 


Un'altra complicazione veniva dalla difficoltà di trovare qualcuno che avesse un valido supporto logistico nonché l'esperienza necessaria per fornirci assistenza ed appoggio durante l'immersione. Fortunatamente queste caratteristiche le troviamo in Paolo Fiorentini del Blu Service di Torvaianica, vicino Roma, che inoltre è anche un esperto conoscitore del relitto.
Finalmente la mattina del 28 giugno scorso le condizioni sembrano favorevoli e partiamo con il gommone dalla spiaggia del Villaggio Tognazzi. Il mare, mosso nei primi metri di costa, subito si spiana in una bonaccia che ci lascia speranzosi. Ormeggiamo sul gavitello dell'albero di prua e, con calma, ci prepariamo ad entrare in acqua con le parole di Paolo nelle orecchie "ragazzi due giorni fa c'era una visibilità di 20 m".
Iniziamo la discesa lungo il gavitello fissato all'albero di prua e già intorno ai 24 m riusciamo a scorgere prima la coperta e subito dopo la nave in tutta la sua lunghezza; intorno ai 36 m scorgiamo la sommità dell'albero. Il programma d'immersione prevede il raggiungimento del castello per fotografare la targa di riconoscimento della nave per avere una identificazione certa del nome che avevamo già dedotto dalle ricerche storico documentali.
L'eccezionale visibilità modifica i nostri piani facendoci esplorare per prima la prua dove, su due strutture semisferiche, poggiano i fari di segnalazione, probabilmente alimentati ad acetilene, e due grandi maniche a vento. Due notevoli esemplari di pesce luna (Mola mola), circondati da un folto branco di pesce azzurro, si allontanano al nostro arrivo. Superata la prua, intorno ai 52 m, scendiamo di quota per raggiungere e fotografare le due ancore Hall, ancora posizionate nell'occhio di cubia. Il tagliamare si lascia ammirare nella sua interezza e gli dedichiamo più di qualche scatto. Risalendo sulla coperta ci spostiamo verso il castello; all'altezza dei fari di segnalazione ci soffermiamo per verificare un particolare notato in una foto d'epoca della nave: si tratta di due piccoli oblò posti nella parte centrale di una paratia laterale che si affaccia sulla murata. Ai piedi dell 'albero di prua notiamo l'argano e la coffa. Arriviamo davanti a quel che resta del castello: con delusione scopriamo che la targa è stata recentissimamente asportata da altri subacquei; li abbiamo contattati e siamo venuti così a sapere che sarà loro cura donarla ad un museo locale. In realtà durante questa primavera molte altre parti della nave sono state purtroppo rimosse dai soliti collezionisti.
Verifichiamo, comunque, la corrispondenza degli oblò sulla facciata anteriore del castello e, spostandoci verso poppa, ci soffermiamo a fotografare e disegnare gli elementi salienti del profilo della nave necessari per un suo riconoscimento. Nella parte posteriore del castello si trovano un'elica di rispetto, oblò, bozzelli e altri resti della nave sparsi sulla coperta; in alcuni punti la coperta ha ceduto e il poco legno rimasto lascia intravedere i piani inferiori.     Continua

 
Bitta nei pressi della prua Le ancore di Hall in posizione di navigazione