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Identificata
la Brodness a Torvaianica.
Da
circa due anni sapevamo dell'esistenza di un grosso relitto che si trova
ad oltre quattro miglia dalla costa di Rio Torto, la spiaggia di Marina
di Ardea, su un fondale di circa 60 m. L'informazione ci era stata fornita
da alcuni amici di Nettuno, appassionati di pesca al bolentino, con cui
occasionalmente usciamo in mare durante i nostri fine settimana dedicati
all'attività subacquea.
Durante la prima immersione l'acqua torbida e la visibilità ridotta
a poco più di un metro, resero difficile l'esplorazione. Giungemmo
sulla parte centrale della nave in prossimità di un’ampia
stiva, e seguendo una murata ci dirigemmo per 70°, fino a trovare
il percorso sbarrato da un bigo di carico sul quale era rimasta incastrata
una rete per la pesca a strascico con tanto di divergenti. Poco distante,
in prossimità di un boccaporto, attraverso il quale si può
penetrare all'interno, le avverse condizioni di visibilità ci indussero
a tornare indietro e ad esplorare, invece, la stiva. Al suo interno, vedemmo
ancora ben conservati i passauomo laterali mentre sul fondo trovammo con
stupore la stiva completamente vuota; scopriremo in seguito, grazie alle
ricerche effettuate, che la nave era in zavorra cioè scarica al
momento dell'affondamento.
Dopo varie immersioni il relitto sembrava non voler rivelare molti indizi
sulla propria identità: adagiato su un fondale fangoso, costituito
prevalentemente da sedimenti molto fini che facilmente rimangono in sospensione;
posizionato lungo un tratto di mare sotto l'influenza dei venti del terzo
e quarto quadrante che ne rendono spesso difficile il raggiungimento;
ricoperto completamente da ostriche e colonizzato da spugne incrostanti
che nascondono la maggior parte delle strutture della nave.
Nel frattempo eravamo impegnati nel progetto di ricerca sui relitti dell'Operazione
Shingle in collaborazione col Museo dello sbarco di Anzio e accantonammo
fino all'inverno 2002 la nave senza nome. Avevamo già degli elementi
che escludevano una precedente identificazione come Liberty Ship propendendo
per una nave costruita alla fine del XIX secolo. Giorgio Spazzapan, storico
navale molto esperto di marina mercantile, ci aveva dato due riferimenti
molto precisi per circoscrivere il campo della nostra ricerca. Successivamente,
collezionisti inglesi ci avevano inviato delle foto d'epoca una delle
quali sembrava coincidere con le informazioni in nostro possesso. Eravamo,
tuttavia, in attesa di un ultimo tuffo con discrete condizioni di visibilità
per avere una visione di insieme del relitto e verificare la corrispondenza
di alcuni particolari delle foto. 
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