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L'immersione
Il relitto
dell’Aderno - ex Ardeola si trova di fronte al porto di Civitavecchia
a circa 58 metri di profondità, adagiato in posizione di navigazione
su un fondale costituito in prevalenza da sedimento molto fine, per lo
più di natura siltoso-argillosa. La natura del fondale contribuisce,
insieme alla circolazione idrodinamica e al traffico marittimo, a rendere
l’acqua solitamente torbida, ostacolando l’esplorazione subacquea
del relitto ma favorendo, d’altro canto, la sua preservazione e
aumentandone il fascino. Inoltre, questa particolare situazione ambientale
crea un habitat più sicuro per una moltitudine di pesci facilitando,
inoltre, l’insediamento e la sopravvivenza di numerose specie bentoniche.
Il
piroscafo si può raggiungere scendendo dal pedagno (che purtroppo
spesso viene tagliato in modo più o meno accidentale), situato
sull’albero di poppa che si alza fino ad una profondità di
circa 35 metri. Scendendo alla base dell’albero, a circa 48 metri,
si raggiunge la murata di sinistra e ci si può dirigere verso prua
seguendo la fila degli oblò delle cabine sottocoperta, per la maggior
parte perfettamente conservati; poco sopra scorre la passeggiata d’accesso
alle cabine di prima classe. Percorrendo la fiancata della nave per circa
i 2/3 della sua lunghezza, si arriva così ad una delle due grosse
ancore Dunfort, tuttora in posizione di riposo.
Nonostante la limitata visibilità, allontanandosi di qualche metro dalla nave, si può ammirare la prua decisamente verticale, tipica delle navi dell’epoca.
Si ritorna al punto di risalita percorrendo la coperta, qui si scorge facilmente un grosso oggetto che, a prima vista, sembra essere un siluro. Ad un’osservazione più attenta si nota che si tratta con buona probabilità di un apparecchio utilizzato per lo sminamento.
Tra le tecniche di sminamento, utilizzate durante la II Guerra Mondiale, quella cosiddetta meccanica prevedeva, infatti, che venissero calati in acqua uno o due cavi di sminamento lunghi più di 1000 m. All’estremità di ogni cavo c’era un divergente che lo allontanava dalla nave, connesso a sua volta, tramite cavo, ad un galleggiante. La lunghezza di quest’ultimo regolava la profondità dello sminamento.
Proseguendo si arriva così al castello di prua, il cui interno
è vuoto a causa del crollo dei piani in legno. Sopra il castello
si erge una delle postazioni di difesa antiaerea, dotata di mitragliatrice,
ancora brandeggiabile. Queste torrette difensive, inizialmente mancanti,
furono aggiunte successivamente nel periodo bellico quando l’Aderno
veniva utilizzata come nave da trasporto. 
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