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L'ambiente lacustre
Il bacino lacustre rappresenta il fulcro dell'intero ecosistema: acque incontaminate, cristalline e gelide. Sono proprio queste caratteristiche a renderlo un habitat ideale per diverse importanti specie di pesci che vivono in acque ricche d'ossigeno.
Ricchissima è la vegetazione sommersa che riceve luce fino alla massima profondità, complici anche le acque pulite e cristalline. Il fondale è ricoperto da numerose specie, come Cloroficee e Diatomee, anche se in misura maggiore sono presenti le Angiosperme. Nei pressi delle diverse sorgenti è presente il crescione, utilizzato anche come alimento; inoltre, una buona parte dello specchio d'acqua è circondato da un canneto ben sviluppato che offre protezione a diversi organismi.
Rinomate sono le varietà ittiche del Lago della Posta, come le anguille, gli spinarelli, i gamberi di fiume, la piccola trota detta "Carpione del Fibreno" e la rara trota macrostigma.
Il "Carpione del Fibreno" (Salmo fibreni) vive prevalentemente
nelle cavità delle rocce da cui esce solo di notte e nei mesi più
freddi per riprodursi. Una leggenda vuole che si nutra dell'oro contenuto
nella sabbia del lago per mantenere intatto il bel colore ambrato della
sua pelle. E' una specie endemica e proprio per questo dal 1986 inclusa
tra le specie protette.
Un'altra specie particolarmente famosa è la trota macrostigma (Salmo trutta macrostigma), progenitrice di tutti gli esemplari presenti oggi nel bacino del Mediterraneo; a differenza di altre località italiane, dalle quali è ormai quasi scomparsa, qui sembra aver trovato il suo habitat ideale. Anch' essa è stata comunque sottoposta a tutela, inserita nel libro rosso del WWF e protetta dalle direttive CEE che la considerano una "specie di prioritario interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di speciali zone di protezione".
La nutria (Myocastor coypus), specie esotica appartenente all'ordine
dei Roditori, è un'altra presenza tipica in quest'ambiente. Originariamente
localizzata in Sudamerica fu introdotta, intorno al 1950, in diversi paesi
europei, tra cui anche l'Italia, con lo scopo di allevarla per la produzione
di pellicce. Tale investimento non portò a nulla e presto venne
lasciata senza un minimo di controllo e, soprattutto, senza considerare
l'effetto futuro che avrebbero potuto avere sull'ambiente. La nutria si
è rapidamente e facilmente adattata al clima e all'ambiente e ora
è considerata una specie parassita. Da un punto di vista ambientale,
il suo principale impatto è legato alla distruzione dei nidi per
molte specie di uccelli acquatici e, in alcuni casi, delle loro uova.
Altra particolarità della zona è la presenza, forse unica
in Europa e citata a suo tempo da Plinio nell'opera Naturalis Historia,
di un'isola galleggiante, la rota, formata in realtà dalla torbificazione
di alghe, erba, arbusti e alberi che, con il vento si sposta da un lato
all'altro del lago. Dal 1983 l'area è stata sottoposta a tutela
ambientale, proprio per cercare di preservare le particolarità
naturali che la contraddistinguono; è una delle oasi naturalistiche
più interessanti e incontaminate in Italia Centrale, ricca di flora
e di fauna. 
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