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Un esempio pratico - il Parco di Isla Mujeres (Messico)

Un esempio pratico di una barriera artificiale ben progettata ed eseguita la troviamo nel Parco marino di Isla Mujeres in Messico. Il parco è stato istituito il 19 luglio 1996 nelle acque compresa tra Cancun, Isla Mujeres e Puerto Morelos nello stato di Quintana Roo sulla costa caraibica.
La Direzione del Parco ha deciso di usare la "strategia delle barriere artificiali" per preservare e proteggere la loro barriera corallina a causa dell'importanza che rappresenta sia da un punto di vista ecologico che come valore turistico.
Il progetto prevedeva l'affondamento di diverse strutture artificiali che dovevano essere posizionate nell'intorno del parco marino
con lo scopo di creare siti alternativi per l'attività subacquea, riducendo così l'impatto sulle barriere naturali.
In un progetto così è stato molto importante valutare il reale impatto che i relitti avrebbero apportato agli habitat marini esistenti, prendendo quindi in considerazione le comunità biologiche già esistenti e le relazioni all'interno della catena trofica; inoltre una particolare attenzione è stata data alle specie endemiche (cioè esclusive dell'area) e a quelle considerate a rischio di cui si conosceva la presenza.
E' stato, inoltre, chiaramente previsto un piano di monitoraggio per valutare la potenziale reazione dell'ambiente al posizionamento del relitto e per valutare anche i tempi necessari perchè una "barriera artificiale" raggiunga uno stato di equilibrio ambientale.

Il progetto ha preso vita con l’affondamento nella zona di Punta Cancun di due dragamine, donati al parco dalla Secreteria de Marina Armada de Mexico (SM-AM), il C-58 “Anaya” e il C-55 “Juan de la Barrera”, lunghe circa 60 m, larghe 10 m, di circa 1000 tonnellate di dislocamento, affondate rispettivamente il 28 maggio 2000 e il 25 ottobre 2000 ad una profondità di circa 25 metri.
Il sito è stato scelto tenendo in debita considerazione le caratteristiche oceanografiche dell’area; le imbarcazioni sono state bonificate attraverso la rimozione di potenziali fonti di contaminazione e creando, dopo aver tolto tutto il materiale “unsafe”, facilitazioni al passaggio dei sub; la preparazione delle navi è stata realizzata per la maggior parte nel porto di Tampico, sotto la supervisione di un esperto in affondamento e del personale della Secretaria de Marina Armada de México (SM-AM).
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La C-58 bonificata Fasi dell'affondamento Fasi dell'affondamento