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  Home > Ambiente > Le barriere artificiali > Il progetto 1 > Il progetto 2 > Un esempio concreto > L'immersione > Ringraziamenti
 


La progettazione e le diverse fasi nella realizzazione

La posa in opera di barriere artificiali si è andata sempre più sviluppando in questi ultimi anni in quasi tutti i paesi del mondo, principalmente per alleviare lo stress “da uomo” cui questi ambienti vengono costantemente sottoposti. Ultimamente, inoltre, alla creazione specifica di materiali destinati alla realizzazione di barriere artificiali si è andato sostituendo, specialmente in zone dove è presente un forte impatto turistico subacqueo, l’uso di vecchie imbarcazioni, destinate comunque al disarmo, che vengono affondate ed utilizzate sia come base di insediamento per nuove comunità bentoniche che come nuovi siti d’interesse subacqueo.
L’affondamento di navi e strutture diverse come possono essere le piattaforme petrolifere dismesse, sono state sempre più spesso usate per incrementare la colonizzazione di fondali, poveri di organismi bentonici, nonché come centro di riproduzione per numerose specie di pesci d’importanza economica con il duplice risultato di incrementare fortemente anche le attività di pesca e di turismo subacqueo.
Il successo nella realizzazione di una “barriera artificiale” è sempre legata ad una moltitudine di fattori ambientali come, per esempio, la localizzazione geografica del sito, la sua profondità, la distanza da reef “naturali”, lo stato trofico della colonna d’acqua, nonché le caratteristiche morfologiche e sedimentologiche dei fondali che devono ospitare la barriera.

Valutazione d’impatto ambientale sul sito

Il primo passo da fare, dopo la selezione del sito, è uno studio dettagliato e, finalizzato ad una valutazione d’impatto ambientale dell'area in seguito all’insediamento di questa struttura; quindi, parametri importanti per l’esistenza e la distribuzione degli organismi di barriera devono essere attentamente presi in considerazione. Altro aspetto molto importante è la conoscenza delle caratteristiche idrodinamiche dell’area come, per esempio, la direzione e l'intensità delle correnti, o l'ampiezza delle maree sono alcuni dei parametri necessari nel posizionamento ed orientamento del relitto.
Il tasso di sedimentazione, nonché la tessitura e natura del sedimento (generalmente si scelgono fondali sabbiosi o fangosi), sono altri importanti parametri che possono variare in seguito all’insediamento del relitto; quest’ultimo può, infatti, alterare la circolazione cambiando i tassi e le modalità di sedimentazione e causando, tra l’altro, fenomeni di infangamento dello scafo impedendo così un insediamento degli organismi di barriera.
Si rende chiaramente anche necessaria una valutazione dell’impatto legato alle attività umane sull’area nonché del potenziale che una realizzazione del genere può determinare nel futuro.
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I pesci sono i primi colonizzatori Altro esempio di colonizzazione